UNA RADIOGRAFIA DEL TORACE NEI PAZIENTI COVID NON SINTOMATICI SVELA LA MALATTIA

Un’indagine dell’IRCCS Galeazzi e dell’Università Statale di Milano rileva un alto coinvolgimento polmonare in pazienti provenienti dal focolaio di Codogno

Milano, 30 aprile 2020 – È stata pubblicata sulla rivista Radiology un’indagine realizzata dall’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano – in collaborazione con le Università degli Studi di Milano, Pavia e Palermo, il centro Medical Radiologico di Codogno e la Radiologia della Casa di Cura San Camillo di Cremona – che documenta in maniera dettagliata la compromissione polmonare in soggetti non sintomatici o poco sintomatici per COVID-19 nella “zona rossa” del lodigiano.

Il 20 febbraio è stato individuato il primo caso di COVID-19 a Codogno e il 23 febbraio è stata imposta una quarantena di 14 giorni alla popolazione nella stessa città e in dieci comuni limitrofi. Al termine del periodo di quarantena un centro radiologico codognese ha ricevuto un’alta e anomala richiesta di radiografie al torace da parte della popolazione. Alcuni pazienti sono stati inviati dai medici di base, altri invece si sono presentati spontaneamente per sottoporsi a un controllo, preoccupati dall’evolversi della malattia. Tutti i pazienti provenivano da un ambiente ad alto contagio e a elevato rischio di trasmissione del virus.

“Il lavoro dei ricercatori del Galeazzi e dei colleghi delle università e delle radiologie” spiega il professor Luca Maria Sconfienza, responsabile dell’Unità di Radiologia diagnostica e interventistica all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi e professore  all’Università Statale di Milano, tra gli autori del paper “si è focalizzato sull’analisi retrospettiva delle radiografie al torace eseguite post-quarantena. I pazienti che richiedevano la rx non riferivano particolari malesseri oppure solo sintomi piuttosto vaghi, come febbricola (<37,5°C) e avvisaglie parainfluenzali, ma nessuno manifestava chiari sintomi da COVID-19”.

In una sola settimana è stato riscontrato come 100 radiografie al torace su 170 (circa il 60%) presentavano immagini riconducibili a una polmonite interstiziale bilaterale, quindi altamente sospette e riferibili alla polmonite correlata al COVID-19. Il coinvolgimento era bilaterale in tutti i casi: nel 54% dei pazienti il ​​coinvolgimento era simmetrico, mentre le anomalie dei raggi X al torace erano maggiori su un lato del torace nel 46% dei casi.

“Le radiografie del torace ci hanno pertanto fornito informazioni sul coinvolgimento polmonare in questi pazienti, provenienti da un focolaio di COVID-19 ad alta prevalenza. Questi risultati supportano i dati che stanno emergendo in merito alla trasmissione della patologia in soggetti asintomatici o poco sintomatici, che quindi possono risultare positivi al virus e pertanto contagiosi anche in assenza di sintomi e anche dopo due settimane di quarantena” conclude il professor Sconfienza.

Per leggere la pubblicazione completa: https://pubs.rsna.org/doi/10.1148/radiol.2020201102

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